IL FATATO MONDO DEL FASHION ECOMMERCE RUSSO

In questi giorni che preludono alle consegne e vendite delle collezioni autunno inverno 2015-2016, si distinguono per dinamismo e voglia di bellezza i clienti russi.

Non che siano facili da soddisfare. Ci sono duemila anni di abili mercanteggi nel loro DNA che nemmeno le crisi e gli embargo mettono in dubbio.

Vero è che il retail sta subendo una radicale ed accelerata trasformazione anche in Federazione Russa, galassia di mercati nazionali che rincorre l’accelerazione impressa ad Occidente nei templi del consumo.

Come ci raccontano Elena Bogdanova, creatrice dell’evento ArtPlatform a Ekaterinburg e Mila Kozlova, fashion designer con atelier a Stresa, la Federazione Russa in cinque anni è passata dalla distribuzione tradizionale – grandi catene a controllo pubblico e semiprivato- agli shopping center di grandi superfici, agli outlet ed ora al commercio online.

Secondo Pricewaterhouse Coopers PWC, le vendite on line nel retail russo dovrebbero raggiungere il 10-12% nel biennio 2018-2020 e la parte della popolazione russa che utilizza internet aumenterà fino al 68% da qui al 2017 raggiungendo 38 milioni di famiglie. Attualmente, il 43% delle persone utilizza l’Internet mobile (61 milioni di utenti). Nel 2017, questa cifra passerà ai 100 milioni.

L’abbigliamento è il leader delle vendite on line per il mercato russo. Secondo l’agenzia Markswebb Rank & Report ogni mese 6,4 milioni di consumatori ordinano vestiti e scarpe (il 32% dei cyber-acquirenti e il 22% degli utenti russi). Il 67% dei consumatori sono donne, che rappresentano ad oggi il 54% degli utenti russi. In totale, 20 milioni di russi effettuano acquisti on line, ovvero il 71% degli internauti attivi.

Le donne e gli uomini nella fascia di età che va dai 25 ai 34 anni, rispettivamente il 18 e il 16% degli internauti attivi, rappresentano la più attiva generazione di cyber-acquirenti. I meno attivi sono le persone appartenenti alla fascia 55-64 anni con soltanto il 5% di donne e il 3% di uomini che acquistano on line.

Il 23% dei clienti che acquistano on line abitano a Mosca, quasi l’8% a San Pietroburgo e circa il 18% in altre città con più di un milione di abitanti. A Mosca la percentuale di clienti tra gli utenti di internet supera l’80%, seguita da San Pietroburgo con il 79% e le città più piccole (da 100 a 500 mila abitanti) con il 63%. I maggiori consumatori on line sono quelli che hanno un reddito più elevato. Tra le persone che guadagnano più di 100,000 rubli al mese (circa 2,000 euro), il 91% effettuano i loro acquisti on line regolarmente. Il metodo di pagamento più diffuso è il contrassegno (43%). Il 34% dei pagamenti viene fatto tramite carta di credito e il 10% con sistemi tipo Paypal. Il resto degli utenti preferisce pagare con sistemi e terminali di pagamento russi (Yandex, Qiwi).

Abbiamo dato un’occhiata ad alcuni dei siti di fashion ecommerce più in voga. KupiVip e LaModa ci hanno dato un’idea di lusso abbastanza lontana dai nostri standard e probabilmente anche da quelli delle masion che sono liberamente citate.

Ci hanno colpito, viceversa, la facilità di utilizzo, la semplicità delle informazioni, la quantità di commenti lasciati sulle pagine dai consumatori.

Per contro abbiamo cercato gli accessori di Pazolini, marchio che si è presentato anche all’attenzione del consumatore italiano, prima negli spazi del multistore COIN, oggi con punti vendita diretti, il cui format è anche stato premiato dalla critica di settore.

Pazolini ha scelto di utlizzare la soluzione temporary store appoggiandosi ad un noto operatore online italiano. Che abbia cercato la prossimità con gli altri brand del lusso italiano? Possibile. O forse sta entrando nelle orbite d’interesse della finanza di settore?

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