Cosa ci resta della London Fashion Week?

Cosa ci resta della London Fashion Week? Appunti.

A Londra non si prendono spunti dal viaggio. Si fa un viaggio, come si usa dire fra gli under20. A Londra si può e si osa tutto: punk, goth e jap, italiano ed echi couture.

Molto più di New York dove il vero “métissage”  è consumato fra lo sportswear e il ready to wear.

A Londra si scelgono stilisti di origine italiana come Antonio Berardi, trentenne, discendente di siciliani emigrati in Gran Bretagna, studi al Central Martin College of Art & Design, un recente passato in qualità di assistente di John Galliano.

Antonio Berardi, un marchio indipendente gestito direttamente dal designer “British Sicilian” che mescola la severità del taglio inglese con la potenza cromatica del Mediterraneo e che viene prodotto dall’italiana Gibo.

Si applaudono italiani di seconda generazione come Antony Vaccarello, trentenne di cittadinanza belga ma di origine italiana, laureato in arte (scultura), inizialmente ispirato da Jeff Koons alla musa Cicciolina e poi arruolato nel fashion system da Karl Lagerfeld che lo mette a capo della divisione pellicceria di Fendi.

A Londra Antony Vaccarello ha disegnato la primavera 2016 di Versus by Versace in virtù della sua competenza in erotismo e rispetto della tradizione del marchio.

A Londra la primavera-estate 2015/2016 porta i colori:  rosso veneziano, nero, bianco e aragosta,  pennellate di giallo, incursioni pastello e i colori della Union Jack.

A Londra si lanciano, ancora oggi, messaggi universali. Quelli di Vivienne Westwood Red Label, seconda linea della designer londinese: contro il fracking “il fracking è un crimine”, e contro le ristrettezze economiche “l’austerità è un crimine”.

A Londra si applaude Burberry, che dopo la regina Iddio salvi il simbolo del dress code britannico, che appunto è una commistione di stili: romantico nei pizzi e nei fiori e nei tulle, ribelle nei biker jacket e caban con bottoni dorati, orientaleggiante nel raso della lingerie a vista sotto pellicce, cappe, montgomery. Sovrasta l’immancabile trench, cifra stilistica del brand, rivisitato con stampe floreali e tagli scampanati. Oppure corto fino a metà coscia, ovvero fluttuante .

Mario Testino approva.

VersusVersace-LFW-SS2016

AntonioBerardi-LFW-SS2016

Burberry-LFW-SS2016

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