Cara, Imaan, Xu: chi è la più bella del reame?

Siamo ancora noi bianche le più belle del reame del fashion?

Pare di no. Copertine illustrate, passerelle ed agenzie propongono interpreti della bellezza la cui nascita,  nell’immaginario collettivo, è stata preceduta da cartoons  e da classi di scuola miste.

Nel mazzo d’incantevoli fiori che ci sono consegnati dai protagonisti occulti della seduzione, si trattengono i colori ma non le dimensioni. Una forzatura che nasconde il pugno di ferro del “primato” culturale?.

L’interpretazione del corpo nella cultura bianca occidentale continua a patire delle costrizioni: un tempo avevamo collari, corsetti, stecche. Oggi offriamo corpi che sfilano in altezza senza guadagnare consistenza.

Dice la 21nne Xu Nayu,  protagonista delle passerelle a Shanghai per le maison occidentali, che la bellezza in Cina è diversa da quella che le appartiene lei. In Cina cercano volti dai grandi occhi, non obliqui,  su pelle bianca e sereno distacco.

In Occidente cerchiamo le copie di Mulan, così che le agenzie tengono due diverse linee di proposte di bellezze, quella per la Terra di Mezzo, e quello per l’altro mondo.

In Mediteranneo africano, la bellezza è molto meno eterea di quella offerta da  Imaan Hammam,  la 19enne egizio-marocchina scesa da Amsterdan a decorare le passerelle di Givenchy, Prada e Jean Paul Gaultier.

Cara Delevingne mantiene il suo posto nelle preferenze della stampa di settore. Fino a quando gli editori delle più diffuse riviste di moda saranno in Occidente.

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