ALITALIA: QUANDO L’ABITO FA L’HOSTESS.

Ho sempre pensato che l’abbigliamento sia un codice immediato di comunicazione. E da tempo credo che l’abito faccia il monaco. O l’hostess. E il Made in Italy.

Le nuove divise Alitalia, un tempo compagnia di bandiera italiana, ora per il 49% di proprietà di Etihad, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, hanno movimentato la comunicazione social degli ultimi giorni.

I commenti sono stati vivaci ed improntati alla massima dialettica estetica: colori, foggia, misura del tacco, lunghezza dell’orlo, riproposizione del cappellino.

Sia uomini che donne, prevalentemente viaggiatori e clienti di Alitalia hanno notato un avvicinamento ai criteri arabeggianti di una divisa che vuole raccontare il Made in Italy nel mondo.

In effetti, le somiglianze con la divise di hostess e steward Etihad sono davvero notevoli.

Etihad, del resto, non fa mistero di voler riproporre “il meglio dell’accoglienza araba (cultura, cordialità, generosità e attenzione) e di esaltare il prestigio di Abu Dhabi come fulcro dell’ospitalità al crocevia fra Oriente e Occidente.”(fonte: sito ufficiale Etihad).

Etihad possiede sicuramente la strategia per raggiungere questo risultato: oltre ad Alitalia, partecipa Air Serbia, Air Seychelles, Air Berlin, Virgin Australia, Jet Airways.

Fondata nel 2003 per editto reale, ha il suo hub ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, possiede una flotta di 66 velivoli, opera più di 1000 voli alla settimana, serve una rete internazionale di 84 destinazioni passeggeri e cargo in Medio Oriente, Africa, Europa, Asia, Australia e Nord America.

Qualche giorno addietro anche le anteprime delle nuove divise Turkish Airlines disegnate da Dilek Hanif hanno popolato le pagine dei social.

Argomentate dissertazioni sulla lunghezza degli orli, sui colori (molto rosso) e sui robemanteau di chiara ispirazione “arabeggiante”. E l’individuazione di precisi riferimenti alle divise delle linee aree del Kuwait o dell’Arabia Saudita che, a dire di taluni esponenti del fashion design turco, non rispecchiano la cultura openmind della Turchia.

E dire che la bionda 53nne  Dilek Hanif, protagonista del fashion business turco,  dal 2004 partecipa alla Settimana dell’Alta Moda di Parigi.

 

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